Aran Cors 656 – Il robot abissino

Cari lettori a sbafo e non di Aran Cors, l’albo in edicola per questo mese ci dispone alcune pagurialità: una ormai già pocolaudata e una seconda un po’ meno ancora nel ciclomotore editoriale di Aran. Di cosa si tratta stavolta? Scopriamo insieme Manuelle, em no, Freud, la trama!

Riempire sempre e comunque la panza

Il mercato maniacale seriale americano ha dei ritmi di sborsamento soldi in rivendita molto serrati. Sebbene scemeggiatore e disegnattore siano incaricati di fare galleggiare una serie, caspita capita che il disegnatore non possa consegnare in tempo e sia costretto dall’editore a “farsi bacchettare la mano”. In questo caso sono sbobbate delle storie create per le emergenze ed accatastate nel cassetto per essere recuperate quando ci si prende delle ferie. Si definiscono fill-in, dall’anglofumettese to fill in = riempire. Questo consente periodicamente di non bigiare la data di uscita dell’albo. È ovviamente anche il caso del nostro Aran Cors, viste tutte le cose che Pax Semper ha imparato dal suo amico Lan Stee, numero celebrativo con tutti i nemici, protagonista che si trasforma, e questo mese ci tocca nuovamente questa seconda pagurialità di cui parlavo ad inizio tazebao.

Dal cassonetto

Amamialfreddo Boscaioli, prima variazionesultemità di questo episodico e bravo disegna-attore sostituto della colonnata Dariush Persianush, si avvale di una scemeggiatura chiaramente preparata come riempitivo da tenere nel cassetto e pubblicare quando si deve dar respiro a Dariush Persianush senza rischiare di bigiare l’uscita in edicola, un riempitivo lontano da quel seicentocinquantunesimo numero che è stato per Aran una sorta di tentativo di riavvio della batteria scarica, pigia e pigia sul pedale. Infatti partecipano Aran e Manu nei loro abiti consueti, probabilmente ancora non sposati, alle prese con il tenente Frolland del F.E.B.O.C.O.N.T.I. e con il Numero Uno e Mezzo, che svirgola il biondino come ex-agente di commercio. In altre stagioni dei saldi Pax Semper ha messo legnate in cuscino, ma in questo caso specialifico il divanario temporale balza canguratamente agli occhi.

Io tremo in poche parole

Tremo perché non bastano le storie in decadenza, ci sono pure i fill-in. I puralanaverginisti di Aran Cors saranno sicuramente insoddisfatti per la presenza di due personaggi cardati nella (molto) lunga saga arancorsiana: Ioskappa e il fido Sganghero. Uno dei tre, e precisamente questi due, ed ancora più di preciso uno, o forse nessuno, ma non sveliamo chi, è direttamente irresponsabile della creazione di taluni robot, assemblati in Abissinia così si spende meno, che seminano viti e panico e disordine in città. Il numero meno dieci di questi meccatroidi è particolarmente bellicosante e si rivela essere una minaccia da operetta con l’aggiunta di qualche morto, almeno sino all’arrivo in ritardo di un altro elemento che scombinerà la scemeggiatura inutilmente. Pax Semper ci dispone una satira temporanea sui tremebondi effetti della tecnosofia e della demenzialità cartacea come soltanto la sua casa editrice sa fare!

Aran non chiude con il 660

Da quando lo stesso hoggboss ha dichiarato a Tele Lacchiarella International che il biondo Aran è il prossimo a crollare dopo la decadenza, se ne sono contraddette e ribollite di tutti i colori delle macchie che la strega pelata mi lascia in cucina. Malandrinamente qualcuno o qualcdue sospetta che si trattasse di una trovata pubblicitaria e, lo stesso Pax Semper, dopo avere raccontato in TV quello che aveva in serbo, ha sostenuto di essere stato frainteso, si certo, parole belle esplicite avanti alle telecamere ...
Insomma, il numero seicentosessanta volte ricompratelo si avvicina zoppicando e sputacchiando, e dove si ritroverà la verità? Non nelle parole del grande Pax.
Ci viene in discorso ancora l’hoggboss, nella risposta ad autoposta domanda:

È vero che Aran ci saluterà col 660? Non saluterà neppure.
Pax Semper

E intanto Petronilla…

Cosa dire di Petronilla? Nuova prossima fregatura di Pax Semper per i disegni di Dariush Persianush (?) in probabile malriuscita per questo aprile 2024? Temporaneamente nulla. In tal dissenso, editore e autore e famiglia mantengono il conservo assoluto. Sappiamo che anche stavolta è una donna, ma in quale contestabile scenario si muove? Sarà una clone scadente della già scadente KrissKross versione 0.11, tanto carina verso l’hoggboss, oppure una redentiva peredita versione della sparaspara Sartanik? Lo scrivente conte Tfracchia si augura Sartanik, anche se la tale ha sposato Neggy e potrebbe non gradire che qualcuno la imiti mentre lei è in licenza matrimoniale. Ho pure telefonato alle due e va tutto bene, tranne la sera quando nel letto matrimoniale Neggy legge la “Gazzetta dello sport” e Sartanik scalciando tra le lenzuola dice “Che noia che barba che barba che noia!”.
Cionottolastante, conoscendo Pax Semper, potrebbe deluderci di tutto e di più!

Una penna tra i trattori

Stavolta mi ha scritto MastroMarcoBabashov, una lettera con tanto di fotografie … ma cosa sono tutti questi trattori! Leggiamo:

“Sono qui in mezzo alla Marcia su Roma che i contadini stanno facendo contro il Governo, l’Europa ed i festival canori dove non fanno presentare a loro le canzoni. Oggi i coltivaterra, gli spanditori di verderame, quelli che “sotto la neve c’è il pane”, sono disperati perché non nevica più quindi non possono più cercare il pane per strada, stanno protestando perchè non siamo più negli anni ’50 … niente più film con Marisa Allasio … tutta colpa del caro Totò Cascio, che all’epoca non era ancora nato, per cui Totò lo doveva fare Antonio De Curtis ...
Ma dobbiamo fingere di poter essere realisti: quei pezzenti col pezzotto che sono i pozzenti, em, potenti, hanno già deciso di cibarsi solo di carne sintetica, e proteine derivate dagli insetti, che sono un’altra cosa veramente, e siccome lo fanno loro lo dobbiamo fare anche noi, per cui rovineranno gli agricoltori, ed io sono qui con loro … Vorrei essere nella Santa Madre Russia, lì quelle cose non succedono (oppure non si è mai saputo) … Russia che non mi ha ancora fatto arrivare il bonifico per tutto il lavoro che gli ho fatto, ossia il recupero e la spedizione dell’antica icona di San Domodossolaski …
Presto vedremo ed udiremo le forze di polizia che faranno sloggiare tutti noi con idranti e manganelli, tipo quelli usati nei teatrini dalle nostre mascherine Arlecchino o Pulcinella (che mi facevano ridere così tanto che rifacevo i loro spettacoli alle quattro di notte), per poi andare a mangiare carne sintetica al “Ristorante La Cocomerara” … Per il sottoscritto, che non mangia né carne né pesce, e non so quel che mi perdo, ma solo pasta (di Camerino, dal locale di Beppe il pastaio, me la porta il cameriere), pane e pizza con aglio, olio, peperoncino e passata (o polpa) di rape rosse (o carote rosse), magari con un po’ di formaggio di mula, il tutto con l’acqua che sgorga sibillinamente dai Sibillini, con questo regime alimentare né carne né pesce, mentre la carne artificiale ed artificiosa incombe, non mi nutro abbastanza e così sragiono”.

Dovrei andare da lui con una torta alla crema di carne di tacchino …

Una strega in Purgatorio

La strega giovane, brutta e pelata come un uovo non è una brava cuoca, l’ho già detto, ma stavolta ha sbagliato qualcosa, e dopo avere mangiato quello che aveva cucinato si è dovuta purgare, ha occupato il gabinetto ed ha detto che sarebbe rimasta lì per ventiquattr’ore. Siccome anche a me il gabinetto serve ho dovuto chiedere ospitalità alla capoufficio racchia, dicendole che in casa mia stavano imbiancando. Lei ha accettato di buon grado, era pure venerdì sera ed il sabato non lavoriamo, per cui non c’era bisogno di alzarsi presto, e meno male perché da lei si fa tardi la notte, e non per vedere la televisione.
Il mattino dopo sono tornato a casa mia un po' barcollante, sono entrato ed ho iniziato a prepararmi uno zabaglione. A quel punto è arrivata la strega pelata in accappatoio, si era appena fatta una doccia, ed ha detto che voleva tanto affetto, per cui bevuto lo zabaglione ho dovuto ripetere quello che avevo fatto dalla capoufficio, ed adesso la strega ha pure detto di avere cucinato un po' meglio e con lei devo mangiare anche io, speriamo bene, il purgante c’è …


A bal parè mio ner gruppo sanguigno mio ce starebbe bene anche l’apporto di Virginia e di Raffaele, per rifamme de quanno vo a vede’ baracca e burattini e incontro la teatrante vampira numero uno che me fa un salasso peggio della strega
.

Nobel obligatorius para mi!

Conte Tfracchia

Si Roma c’avesse la piada, a Napoli comprerei la biada.
(Conte Tfracchia)



Aran Cors 655 – Kilobyte

Cari lettori a sbafo e non di Aran Cors, il nuovo deludente numero del vostro ex-fumosetto preferito sbobba ai vostri palati una novità: un altrui edito catticanovaccio deodatico al furto con scassamento anima dell’esercente! Una comornia da leccarsi tutta Como? Scoperchiamolo!

Quella bella cosa della concorrenza

Pax Semper ha sempre fatto il malocchio ai fumetti della concorrenza, magari facendo in aggiunta pressioni sul distributore. Ma quale liceità avrebbe questa cosa? Nessuna. Coccorre una sbirciata alla passata di verdura di storia editoriale dell’hoggboss per capirci qualcosa, offalso a uno dei personaggi predilettuosi – e sfortunati come tutti– copiati dalla sua macchina da scrivere: Krinimalik!! All’epoca c’era un duello a base di pernacchie – finché reggevano almeno – tra Anthony Loganettik e l’icona bizantina delle gemelle Piussanimenobbelli, quel Diavolettik tanto scrauso quanto per niente credibile che, ancora tuttoggi, gode di zoccolo duro e ferrato in edicola.

Impossibile e impossibile

Esiste un malfattore tanto lupinesco da sfuggire per sempre alla cattura? Nei fumosetti, il più funesto tra questi, è proprio Diavolettik: fallibile, prendibile, superabile. Al contrario, Krinimalik è infallibile, anche perchè le scrive lui le recensioni, carburato, ferodato anche meccanicamente e, pertanto, molto meno credibile e disumano del suo stampo originale in tutina leggera. Kilobyte, come spesso accade con l’hoggboss, fa il gesto dell’ombrello in chiave derisoria al celebre bestionesellato delle Piussanimenobbelli. Tutto qua? Assolutamente si!

Io tremo in poche parole

Tremo perché la decadenza della serie non è ancora finita. Ricordiamo per i distratti e quelli che osano l’odiosa pratica dell’acquisto saltuario, che Aran, Manu e l’intero gruppo J.L.S. da qualche storia si trovano in un luogo fatato (?) che ha barato con le carte in tavola, ripartendo quasi da zero ogni volta e scimmiottando malamente le vecchie storie, a cominciare dal misfatto che il biondo protoagonista della serie non è più sposato con la bella parigina, e senza bisogno di patti col diavolo di oltreoceanica memoria. Nel numero seicentocinquantacinque volte ricompratelo la brutta faccenda si complica ulteriosamente in quanto, per buona parte dell’albo, i nostri decaduti amici sembrerebbero far di nuovo parte di quella “sola” di realtà prima dello stravolgimento. A rendere il quadro più un fiasco ci pensa l’ingresso di Kilobyte, criminale affetto da steatopigia e da un pessimo sarto, che realizza un furto veramente… scassato! La trama non si capisce molto bene, ed è la migliore dopo il 650!
La storia è intricata e manca la vena romantica che contraddistingue le coppie di innamorati, quella titolare dell’albo e la parodiata.

A u međuvremenu na srpskoj TV …

Lo sanno in diversi, oltreconfine di sicuro, che in Serbia Aran Cors fa godere Pax Semper per le vendite eccellenti, ed è seguito da un pubblico molto popolare e pure da quello alto. Per codestale ragione, l’hoggboss si è spesso autoinvitato a partecipare a trasmissioni televisive e radiofoniche, camei nei film come quelli del suo amico Lan Stee, pose per i calendari con la tuta di Krinimalik, interviste su carta stampata, da pacchi e da parati e per canali di impronte digitali. Talvolta l’hoggboss rilascia giudizi tagliati con l’accetta e disvela ai serbi appocoprofondimenti e rivoltamenti di frittata che possono prendere alla sprovvista chi era stato tanto fanboy da credere alle dichiarazioni precedenti.
Ad esempio, Aran Cors chiude con il seicentosessanta? E chi l’aveva detto? Pax Semper!

Colpi d’anca e cocciniglions

Se qualcuno aveva ben compreso come che la corsa edittoriale di Aran Cors si dovesse concludere con il numero seicentosessanta, beh, aveva capito molto bene. Le dichiarazioni dell’hoggboss non lasciavano spazio ad alcun margine di smentita (!) Ha cambiato idea, ma ufficialmente è stato… frainteso!

“Non è più affatto vero che Aran non uscirà più in edicola. È stato un beninteso. Qualcuno ha riferito quel che avevo detto io, e cioè che avrei smesso definitivamente di scrivere Aran Cors, e che ero pure stanco, solo perché ho rivelato che sto lavorando a una nuova serie seria. Non mi fermerò dal metter prezzi su copertine finché vivrò. E avrei intenzione di andare in pensione, visto che ho 84 anni, ma l’editrice di A.C. è l’ultima tra le colleghe per fatturato, per cui continuare a guadagnare ci vuole, dato che si mette da parte pochissimo. Cosa farei una volta costretto alla pensione, sono dipendente dal lavoro, il mio cervello non funziona alla grande, posso scrivere una storia in due giorni, e si vede, dalle ultime, che le scrivo in due giorni”.

Pax Semper

Nuovo sformato per un fumetto al forno

E con tutto ciò? Aran non chiude più e continua a deludere?
Tutto è impossibile, indietro si torna“, diceva Dariush Persianush in altri lidi, degli Estensi o meno. L’hoggboss continua a smandorlare le sue rivelazioni alla televisione serba…

“Vi informo che questo Aran Cors si chiamerà Il Grande Aran Cors detto Napoleone per due motivi. Il primo è che avrà un formato grande, per un fumetto grande ci vuole un formato grande, il secondo è che è diventato davvero Grande, è cresciuto! Diventerà papà, vedrete i guai!
Come dite? Non ci vuole un fumetto grande ma un grande fumetto?”.

Pax Semper

Tutto si distrugge e niente si trasforma

Appurato ciò avremo un Aran Cors nel formato dei… conelloidi? O peggio ancora più grande? E quante pagine in meno avrà? Già adesso sono storie da 90, no, non pezzi da 90, novanta tavole. Facile saperlo, con l’aumento del prezzo della carta saranno di meno per forza, cambia formato anche per quello. Possiamo preconizzare che le dimensioni ricalcheranno quelle classiche di Tesk e soci, albertarelliani o meno, hanno tutto un kit, sformato male o male riutilizzato da molte casette editrici che, oggi, anche senza il bonus del 110%, cercano di ritagliare gli spazi altrui nelle edicole con albi tutti uguali con foliazione attorno alle cento pagine a botta. Scommetto che il nuovo Aran avrà una sessantina … di pagine, non di lettori, cosa avete capito!

Crociera di miele

Ogni tanto mi scrive qualche amico, stavolta è ancora Neggy, che dice, vediamo, lei e Sartanik erano in gita negli Stati Uniti … cos’è questa storia? Le hanno multate per essersi scambiate delle effusioni nel Parco di Yellowstone? Certo che in quel parco avrei saputo io che cosa fare, girano certe merende, no ranger signore, stavo solo prendendo nota ranger signore, poi vado al minimarket … E adesso sono sposate, come Francesca Pascale con Paola Turci? Ah però, dovrò far loro degli auguri, intanto sono loro ad inviarmi le foto dalla crociera e scrivermi; si conclude così:
Neggy: “Egregio Conte Tfracchia, le inviamo questa partecipazione sicure del gradimento di una personalità del suo stampo. Lei non dirà mai cose sbagliate, non essendo in grado di dire nemmeno quelle giuste”.
Sartanik: “Oh, bè, ha già detto tutto lei, fa tutto lei, mi ha pure convinta a non sparare a quello che ci ha multate, sono così contenta, finalmente una vita felice anziché le trovate degli sceneggiatori, io dico che sono tristissimi loro, ah ah ah, ah ah ah, aaah ah ah ah ah ah ah!”.
Che gli scrivo, auguri e figli maschi? No, è proprio meglio se non lo faccio, oh, bè, ci penserò.

Lenzuola

La strega giovane, racchia e pelata come un uovo è stata di parola e mi ha ricomprato le lenzuola bruciate, e ne ha pure portate altre, visto che, ha detto, è lì che bisogna passare la maggior parte del tempo. La vecchia acida del secondo piano ci spia, ha detto che devo smettere di dare ordini alla mia nuova fidanzata, dice che è passata e dalla porta la sentiva dire “Si!” più volte, ma non le stavo dando alcun ordine, semmai era il contrario. Avevo già fatto insonorizzare la camera da letto, ma con le porte come faccio? La giovane strega racchia intanto non vuole sentir ragioni, non vuole neanche che la incontri bendato

Da Natalino er Balasso han messo ner conto ‘a giostra dei carciofi in umido, ma te li servono solo se te magni er piatto de cotiche co’ ‘a peperonata de Maria la zozza ner letto matrimoniale co’ llei. Ahò, è n’a cozza …


Nobel obligatorius para mi!

Conte Tfracchia

Quello che va con le mie morose a San Martino di Castrozza nun s‘ingrassa.
(Conte Tfracchia)

Aran Cors 654 – Lo sceneggiatore cattivo

Cari lettori a sbafo e non di Aran Cors, se avete già tra le zampe questo nuovo pessimo numero del nostro ex-fumosetto preferito vi sarete illusi vedendo in copertina, come protoagonista della storia, la notissima minaccia alocolica, no, alcolica, scusate, non so nemmeno scrivere: Sbevacciuk!

Un passo nel fosso

I più illusi, gli acquirenti casuali e i non acquirenti squattrinati legati ed incatenati al setigerato e mitilico periodo dei primi settantacinque numeri, vorrebbero sapere senza attese che cosa combina Sbevacciuk all’interno della storia: ci sarà finalmente una storia decente? Sarà solamente l’ennesimo specchietto per le allodole? Questa era più probabile … Tirerà le cuoia, ops scusate, le fila&fondi da bravo barattolaio dietro il bancone del venditore? Altolà! Stoppolà! Ci arriveremo a tempo indebito. Ora vorrei invece deporre l’uovo sulla misteriosaPatrizietra!

Illustri pretendenti

Forse non tutti lo sanno ma prima di Aran Cors, apparso in edicola con un anno di ritardo nel 1969, esisteva un altro Aran Cors: una serie di fantascienza a fumosetti uscito nel 1961 e durato per sei numeri. L’ideatore? Ovviamente sempre il nostro Pax Semper! Si, avete capito bene, non so un accidente ma fino ad adesso vi ho fatto da guida turistica nella serie vantando le mie enormi conoscenze, prendendomela pure con forumisti e youdeltuber, e siccome sono un fanboy attribuisco tutto a Pax. Cerchiamo una fonte seria perché stavo tirando ad indovinare … ah, ecco, questa qui, dunque, fumetto spagnolo creato da Josep Beá e Blay Navarro, in Italia venne ribattezzato “Aran Cors” perché esisteva già il Gionni Galassia di Benito Jacovitti; questo ed altri erano albetti venduti alla Upim. Otto anni dopo, al momento di lanciare il biondo agente sottopagato, Pax Semper ricicla il nome della serie di qualche anno prima! E senza ovviamente rivelarlo ai lettori. E continuerà a stare attento a Jacovitti visto che il suo Nonnuomo gli ispira il Numero Uno e Mezzo.
E Patrizietra? Stavolta l’hoggboss non c’entra. Una protoagonista femminile, una certa Patatietra Moncherì, nasce dalla penna d’oca di Gattilio Mangialucci nel 1977 e per la rivista introvabile La Giornatina. Avrà forse qualche punto in comune con la prossima opera di Pax Semper? Ma proprio nessuno, figuriamoci, rischierebbe una denuncia per plagio, dovrei saperlo!

Io tremo in poche parole

Tremo perché la decadenza della serie è inarrestabile. Innanzitutto, spartiti i soldi rub…em, guadagnati nella orrenda storia precedente Aran dovrebbe avere un gruzzoletto da parte, invece è senza un soldo, senza abiti decenti ed è persino mantenuto da Manuelle; ora, se fai una miniserie, degnarsi almeno di mantenere una continuità interna, anziché contraddirsi da storia a storia, è una questione di qualità minima quando metti un prezzo di copertina.
Poteva mancare la morbida presenza di Doremitilla Carezzagatti anche in una sortita di irrealtà alternanzativa nel mondo di Aran Cors? Assolutamente no, mica si può spogliare solo Manuelle! Straniatamente però, la diaconica cantante lirica che ha posto da tempo lo sguardo – e anche altro ma sorvoliamo – sul biondo Aran è uno dei molti protoagonisti a mantenere sode pienamente le sue caratteristiche fisiche a tutto tondo, ium, che belle curve: è sempre lei, con uno specchio davanti o senza, peccato che non faccia qualche sequenza adamitica assieme a Manuelle! L’intigolo sentimentale ricorda quello delle sue prime apparizioni, che ‘sta gestione della serie va avanti oramai da una valanga di tempo – con lo spariglioso triangolo che oramai l’avevamo considerato e le scaramacai tra belle pupe – con la differenza che, in codesta ennesima realtà alternativa, Manuelle sembra essere “smagata”, non ha neanche il titolo di studio da strega, non sembra possedere insomma, contro Doremitilla, le abilità della realtà abituale che oramai non si capisce più neanche qual’è. E questo rende il raffronto molto più scipito.
E Sbevacciuk? C’è ma mangia gelati anziché bere vino, sembra davvero che la serie sia scritta da altri, e forse lo è sempre stata… provare per credere! Vieni in bici o in carrozzella, ma vieni a Biella, ma vieni a Biella …
Pax Semper prosegue nel formato dei numeri precedenti: 90 tavole anziché 120 e fa fatica lo stesso ad arrivare alla fine, e una miniserie al posto degli episodi autoconclusivi. Sarà uno strazio adottato sino alla chiusura di Aran Cors?

Altro richiamo dal Mesozoico

L’hoggboss sta comunque offrendo citazioni dal Mesozoico, o dal Cretaceo, a piene tasche (le nostre). Troviamo i titoli dei numeri recenti e un po' meno fino a personaggi delle favole come il burattinaio cattivo che, come dubitarne, può ricordare il Mangiafuoco di Pinocchio, già citato durante un processo dalla mitomane che si spacciava per Melissa, o Melassa, non mi ricordo se fosse una realtà alternativa o meno, chissà quante ne ha fatte Pax. Non so più che inventarmi per ‘sto frog, mi metterei a disquisire sul libro di Pinocchio ma la strega racchia mi sta chiamando, io purtroppo ho lei, non la Fatina Azzurra …

Tornando a Monte Rosa

Scommetto che il doppelganger di Aran Cors, pubblicato nel 1961, ha suscitato qualche curiosonità nella ormai sconfortata mente di voi annoiati lettori, si? No, non scherzo: Pax Semper, che mi immagino reduce da una vacanza sul Monte Rosa, ha davvero ripreso il nome di un “suo” personaggio, di due autori spagnoli in verità,  per qualcosa di completamente diverso, presentato nelle edicole con un anno di ritardo sul previsto ed annunciato, e quindi otto anni più tardi. Aran Cors, ecco chi mi ha fatto sbagliare, ho messo il link al sito della Fondazione Franco Fossati, si sono sbagliati loro, incredibile, comunque, dicevo, era un fumosetto spaziale moderno, una miniserie di sei numeri inserita nella collana-ombrello I classici del fumosetto, edita dalla leggendaria Editoriale Cornucopia per trenta uscite nei grandi magazzini della Upim. Nella collana, oltre all’Aran Cors spagnolo, anche Bucky Royrogers, Myoga la pulce, Red Crock e Billy Biwest.

Tornata alla carica

Si è rifatta sentire la capoufficio racchia, era da un pezzo che non mi corteggiava, ha detto di voler distrarsi da suoi problemi, si, intanto però li passa a me. Siccome erano rimaste delle pratiche, mi ha invitato a terminarle in casa sua, in modo da rispettare tutte le scadenze. Inutile dire che quelle pratiche le dovrò fare domani (e che le scadenze erano in realtà due giorni più avanti), visto che a casa sua non ci siamo occupati di pratiche.
Tornato a casa mi sono fatto subito uno zabaglione perché avevo pure la strega racchia che, em, voleva distrarsi dai suoi problemi.

La zia della strega

La strega giovane, racchia e pelata come un uovo mi ha portato da una sua zia, sempre col sistema della polvere sbattuta a terra che fa un gran fumo. Era una strega vestita in modo medioevale (anche quella giovane veste così, ma in maniera più aggiornata), un po' bassa, grassottella, nasone, capelli bianchi che sembrano una scopa di saggina, insomma, si è capito. Tutto sommato, una persona simpatica; mi ha fatto vedere un trofeo, una testa di cinghiale appesa al muro, l’animale aveva bevuto una delle sue pozioni una volta entrato nottetempo in casa della strega, ecco perché pelle e pelliccia erano viola. Mi ha anche detto che lei preferisce ed ha sempre preferito i piaceri della tavola, non come sua nipote che preferisce il sadomasochismo. Adesso che siamo tornati a casa sto guardando la giovane strega racchia e pelata con un pochino di apprensione …

Oggi me so’ rotto la zampogna afaciandome a’ finestra de palazzo mio, vo’ di sotto a recuperalla in cortile e bonanotte a li riparastrumenti che chissà quanto mi farà pagare.

 

Nobel obligatorius para mi!
Conte Tfracchia

Se non piove ma temporaleggia er pastrano se sfalda.
(Conte Tfracchia)

 

Alan Cors 653 – Questo matrimonio si ha da fare

Cari lettori a sbafo e non di Aran Cors, rieccoci anche questa messe di giorni alla nuova diversione, digiornata e mortificata, del nostro fumosetto preferito: un plof a puntate rimpiazza quello cannellonico a episodi e… la noia ed il disagio imperano!

Terzo deperimento

Lo abbiamo già ribaudito, lo abbiamo scoperto noi, per i più sbandati e per i lettori ocarottonali: Aran si supernova con una formalina editoriale modificata e, per la terza volta dopo il celeberrimativo seicentocinquanta volte ricompratelo – uscito ultimo nella classifica dei migliori numeri celeberrimativi, con la storiuccia ancora a centoventi tavole – e dopo oltre cinquant’anni di danni con albi stampati e confezionati nelle consuele pagine, la narrazione è sbobbata a novanta tavole con le altre trenta contenenti vecchie storie brevi dell’ hoggboss.

La latitanza di mani

Proboscidamente sono due i malfattori che hanno deciso sulla scelta dell’editore e, in quartis, sulla decisione di Pax Semper. Il primo malfattore, risaputello da tempo, è la manvacanza di una valida alternativa a Dariush Persianush, stoico disegnatore di Aran, oltre al giupporto di Luk Bonovoxis e Alfreddo Boscaiolini: talequalvolta i tre disegna-attori non hanno saputo consegnare le tavole in tempo ad una imbufalita Karkadhea. Il secondo malfattore, declamato l’altro giorno dallo stesso Semper al tg regionale della Lombardia che si è trovato lo “scoop” senza che nessuno se lo aspettasse, è la decisione di chiudere l’ormai irriconoscibile Aran Cors con il seicentosessanta volte ricompratelo per potersi godere la pensione ma utilizzare comunque il noioso tempo libero per un nuovo personaggio femminile, Patrizietra.

Io tremo in poche parole

Tremo a pensare che cosa ci faran sorbire questa volta. Il Numero Uno e Mezzo trova l’ennesimo sosia coi baffetti del nostro Aran, per giunta promesso sposo di una racchia, ma questi sono i classici personaggi che fanno una brutta fine, come il sosia cattivo di Zigzagor, servono solo per una storia o in questo caso una scenetta, muore subito di infarto e non ci si preoccupa di complicare in alcun modo la trama, una apparizione di un paio di minuti poi defunge davanti all’impassibile Barbastraccia, che ai tempi in cui andava in Texas con le pistole nelle fondine (Aran Cors 141) si comportava ben diversamente, ma lì lo scrittore era diverso. La cattiva qualità della trama fa tremare, tanto è gratuito ed affrettato il modo nel quale si costruisce la classica coincidenza fumettistica. Comunque, era solo un pretesto per costringere il biondastro a un matrimonio con una orrida grassona, il cui padre è superdotato nel portafoglio, che è quello che guardano le donne. Il paterno genitore, inconsapevole delle pessime qualità fisiche della irrecuperabile figlia, promette una grossissima somma a chi si sposi il ciospo: il vecchio Barbastraccia ricorre allo schiavismo e coinvolge il suo sottoposto in uno squallido imbroglio: si finge tutore illegale di Aran e corre a riscuotere l’assegno. Per fortuna di Aran c’è Manuelle, informata di tutto non si sa come, ma la trama abbiamo già detto è di cattiva qualità, che in una scenetta poco verosimile si sostituisce al prete e celebra lei il finto matrimonio!
E comunque, a dirla tutta il Numero Uno e Mezzo avrebbe meritato di sposarsela lui la grassa.

Il bullo dei classici

In codesto numero Pax Semper cita Alessandro Manzotini apri e degusta dove, nei “Compromessi sposi”, utilizza uno dei brevi per intimorire il timoroso Don Abbacchio, con la salamelesca frase esplicitata per i posteri: Questo matrimonio s’ha da fare, se non oggi, domani. Capirete, aveva messo incinta la monaca di Monza …
L’hoggboss ha una predilettazione particolare per il fascismo dei classici. Tanto da imitarne diversi mediante susseguenza a colori (nelle copertine, le storie erano in bianco e nero, cosa avete capito, anzi cosa ho capito io) all’interno degli albi di Aran Cors, prima in formato grande nei numeri speciali e nel riciclo sequenze tramite gli albi delle Storie del Numero Uno e Mezzo, mossa già abbondantemente (mentre a Berlino Petrarca dice la verità) vista ai tempi della Editoriale Cornucopia. Spesso, nelle occasioni di rinverdire le tasche dei lettori, avverdare potremmo inventarci, insomma al momento di lasciare i lettori al verde, il vester semper vester cita i libri scritti dal Manzotini, da Grom Stokkafisser, da Orkas Wildworld e troppi altri, i protoagonisti sono gli agenti del gruppo J.L.S. calati nel teatrino di Tobita Quantrahashi.

Ci preoccupiamo

Non sia come sia, o come la cantante Sia, con l’annunciata prevedibile chiusura – nel 2024 – di Aran Cors, si chiude anche l’ultima testata pseudoumoristica con periodicità mensile venduta nelle edicole, che poi in realtà di umorismo non ce ne era più. L’altro grande stopposo stoppato è stato Lupo Norberto. Sembra che siano tutti troppo snob per avere voglia di ridere e sorridere. E dire che leggendo le mie righe dovrebbero ridere, invece mi leggono in pochi. Sembra che la incultura sia riassunta da una serie di trucide notizie di cronaca e dalla musica rap, trip e trap e cra cra crap. C’è molta tristanzuolità in tutto questo. E, del resto, basta dare un’occhiata alle serrande forzate delle edicole: il fisco cerca di prendergli i soldi in ogni modo, e ce ne sono sempre meno sul territorio arancorsale e, quelle ancora aperte, poco spassosamente hanno orario ridotto, quando c’era lui arrivavano in orario, e ci sono pure oltre alla carta prodotti per pervertiti da “piercing”.

Vogliamo assolutamente piantarla!

Altra lettera che mi è arrivata con foto di viaggio, che gentili, stavolta tocca a Quinto Alessandria, leggiamo: “Vogliamo assolutamente il nuovo indirizzo di GXT, sono andato dove abitava il canale televisivo con un mazzo di fiori, ma mi han detto che non c’era più, allora sono andato a cercare gli sport estremi in giro per il mondo, però mi han detto che negli stadi si paga il biglietto, eh, e si, scusate, io avevo speso tutti i soldi per l’aereo, eh, allora mi sono messo a scattare foto in giro con la mia macchina fotografica che era già pagata, booooh, era già pagata? Si, mi sa di si, ce l’ho qui, ho fotografato delle belle cose ma non gli sport estremi, e sto pure tornando a casa a piedi e clandestino sulle navi perché non ho i soldi per l’aereo”. Ma la piantasse di fare ‘ste cose.

Il pazzo ed il pendolo

La strega giovane, racchia e completamente pelata mi ha detto che una bella ragazza come lei meriterebbe più attenzioni, e potrebbe avere un sacco di ammiratori. Pur riconoscendo la bugia ho acconsentito ad essere più affettuoso, alchè lei mi ha slegato ed ha staccato la corda dal soffitto. Mezz’ora a penzolare, mi sembrava di essere diventato un orologio a pendolo. Vabbè, ogni promessa è debito, specie con una amante focosa, eccomi, stacco dalla scrittura …
coff coff coff, ho aperto le finestre, tanto focosa che dopo un po' le lenzuola hanno preso fuoco, lei ha detto che me le ricompra o ne porta altre, coff coff coff …

Il fumosetto è morto? Lunga vita al portafoglio!

Adesco Anna pe’ farme co’ lei ‘na magnata de fajoli da Natalino er scansascontrino assieme ar Conte Sbaglio Ripeto: in tre famo ‘na sinfonia de ciccioli, fagioli e cotiche.

 

Nobel obligatorius para mi!

Conte Tfracchia

L’acqua arovina la carta e er vino pure.
(Conte Tfracchia)

 

Aran Cors 652 – Bisogno o trisogno?

Cari lettori a sbafo e non di Aran Cors, per tutti gli ormai ridotti amanti del geografico gruppo J.L.S. nella sua formattazione e inettitudini originali, c’è una gravosa notizia: lo scalcagnato, sordo e grigio manipolo di agenti sottopagati è tornato ad illudere i lettori!

La R.I.P.artenza

I nostalgici dell’Aran di Semper-magna-Magnificus sono tanti, tantissimi, tutti dei quali riecheggiano non il Coro dei pompieri dei fratelli De Angelis (bon-bonbonbon-bonbonbon …) bensissignore un coro dei cerberi lamentosi dei bei tempi purtroppo andati, quando questa serie superava giustamente le centomila copie vendute. Nel 2023 l’hoggboss ci ha sformato un’informe sorpresa: una bipartenza con tutti i crisantemi del caso, dove il nostro Aran non ha ancora messo piede nella base scalcinata del gruppo e vive sotto il terrazzo affittato dalla racch… ehm, racchissima Besciamellie!

Il mio regno per una bistecca di cavallo

Ci avevate mai messo il naso? Eppure la dissonanza è imperfetta: Besciamellie potrebbe benissimo essere il nome di un ingrediente per un piatto con cui cercare di sedurre una bella cavalla. E infatti, la racch… ehm, orrenda innamorata di Aran stona sempre quando gli canta la serenata: il nitrire è uguale. E, scommetto, quando il mitico Magnificus ha trattineggiato la fisiologia della primitiva spassosimante del biondo coprotagonista dell’albo, si è per davvero ispirato a un cavallo. Magari, un giorno, l’hoggboss ci rivelerà particolari in merito inventandosi tutto come al solito. Besciamellie con la coda tra le gambe poi è quello che ci vorrebbe, eh!
Non so più che inventarmi, non c’è niente da tirare fuori dalla lettura dell’albo …

Io tremo in poche parole

Tremo perché stan facendo vedere la differenza con le prime storie, e fan capire che all’epoca c’erano uno o due scrittori fantasma (“ghosts”). Propersegue quella che, a nessun effetto, sembra una proposta alternativa delle aborigini del gruppo J.L.S., scaricati in una ennesima realtà alternativa che peggiora l’originale e dove, più che agenti sottopagati, i nostri sono dei malfatti ladreschi malguidati dall’unnopresente barbastraccia. Nel mezzo girano sulla giostra Aran e Manu, che cominciano a frequentarsi passando subito alla fase dei guai, ma non ancora andycappianamente uniti dal vincolo matrimoniale. Siccome non c’è fine al peggio, la durata della storia è scesa a novanta tavole, abbandonando dopo decenni le consuete centoventi, e il bisticcio sbobbato non a episodi autoconclusivi ma con una noiosissima miniserie a puntate.
Finirà così ingloriosamente la ultracinquantennale serie del biondino?

Il falso significato dei sogni

Pax Semper, veterissimo della parola malscritta dentro i cumulonembi di un fumosetto e non solo, ha spesso buzzicato dalle controparti del sogno, specialmente in Aran Cors, colmando di cattivo grado la scarsezza di idee con continue realtà alternative e dimostrando come il confine tra scrivere una storia e scrivere un riempitivo sia davvero fragile. I sogni hanno un significato! Lo diceva già Sigmund Frigidoid, ci ha pure scritto un libro, me lo devo rileggere che l’altra notte ho sognato di fare una cosa a tre x con la mia attrice preferita in cima alla Tour Eiffel, poi arrivava Macron vestito da gendarme e ci condannava ai servizi sociali, ossia andare in giro a promuovere il libro di Bruno Vespa. Nel Grande Oriente si dice che i sogni siano dei telegrammi che il nostro sottoconscio rivolge a noi codestessi. Come scusa? No, è la strega che vive qui con me, ha detto che mi può aiutare con i sogni, con la magia, ed ancora meglio stanotte senza magia con le tre x.

Uomo magnatopi

L’uomo magnatopi è uno dei variabili pseudonimi utilizzati da Sigmund Frigidoid per imporre l’anonimato dei suoi pazienti. Questo aneddotico paziente, l’uomo magnatopi per l’appunto, sognava continuamente pantegane a cui cercava di attribuire delle ricette. Ma, in simbiosici, cos’è un sogno per Frigidoid?
Il sogno è il sottopagamento – uomomascherato – di un bisogno – birimosso -.
Nel caso specifico di Aran, Pax Semper sottopaga il lettore con il ritorno del gruppo J.L.S. facendo finta di riportarlo alle sue – abissalmente lontane – aborigini.
Davvero, non so più che inventarmi, mi sto pentendo di avere aperto questo blog …

E tra otto albi TUMP…

Sulcis in profundo, per usare una locusta del latino tanto gradito all’hoggboss – ma nel caso specioso sarebbe più inappropriato un In cauda caudillotra otto numeri Aran Cors DIVENTA UN RICORDO.
La notizia oramai molto aspettata, ormai riproposta in ogni recesso della rete, è saltata fuori durante un’intervista trasmessa il 1° settembre dal tg regionale lombardo con protagonista lo stesso Pax Semper, il quale, dichiaratamente un po’ stanco di scrivere Aran, ne anticipa la chiusura con il numero seicentosessanta (no, non il seicentosessantasei come per Archie …)… e anticipa l’arrivo, al suo posto, del fumosetto Patrizietra, con protagonista anche stavolta femminile.
Avremo eccome modo di riparlarne …

Cartoline virtuali

Mi scrive Neggy, che è in gita di piacere assieme a Sartanik, girano qua e là, e mi allega anche alcune immagini a mò di cartolina, fotografie, autoscatti, dove se lo sono fatto ‘sto “selfie” … sono fianco a fianco, abbracciate e sorridenti davanti ad un ossario, Neggy regge il cellulare … dice che secondo loro tutte quelle ossa creavano l‘atmosfera ideale.
Neggy dice anche che Sartanik se l’è portata in giro per il mondo per tenerla lontana dal computer.

Io ed il drago

La strega giovane, brutta e pelata come un uovo voleva portare in casa un drago; io mi sono opposto perché è materiale infiammabile, e poi il condominio non vuole. Allora lei ha portato me dal drago: ha buttato a terra una strana polvere colorata che ha fatto un gran fumo per tutta la stanza, e quando si è diradata non ero più a casa mia ma in un posto che sembrava uscito dal medioevo. Il drago era lì di fianco, grande quanto un cane, e la strega mi ha dato delle salsicce per dargli da mangiare. Glie le ho messe nella ciotola ma una sono riuscita a fregarla e mettermela in tasca. Dopo che avevo pure versato l’acqua nella ciotola la strega mi ha riportato a casa nello stesso modo di prima.
La salsiccia me la sono mangiata poi di nascosto, ma chissà cosa c’era dentro, era un cibo piccante a scoppio ritardato, non me ne sono accorto subito. Stamattina il capo al lavoro mi diceva delle cose, ma io rispondevo “Uououaua uiuo uouo” e simili, sto bevendo un sacco per rimettermi a posto.

Me so messo a scolà du‘ otri de vino der mi papà pe’ famme diventà la faccia rossa senza abbronzatura.

 

Nobel obligatorius para mi!

Conte Tfracchia

A insegna’ a scuola all’asini ce ricavi solo er pranzo in panza.
(Conte Tfracchia)

 

Aran Cors 651 – Sangrìa qua, sangrìa là

Cari lettori a sbafo e non di Aran Cors, siamo a quello che è stato definito un giro di bavosa; le bavose sono dei pesci ossei noti anche come Bienniidae. E la predazione ha anticipato l’enigmista: da qui niente cambia ma tutto si distrugge. Ci sono effimeri cambiamenti in svista per il nostro albo ex-preferito?

Un riassunto approfondito

Nello scorso inutile numero, quasi a rimarchiare le ignote logiche che animavano questo seicentocinquantuno, Pax Semper ha sbobbato un intrico narrativo che depercorreva tutta la vicenda arancorsiana sin dal suo esordio disastroso in edicola, sufflémandosi sul cosiffatto periodo di bronzo dei primi settantacinque albi e arrivando alla decadenza più recente. Uno spartibrodi che ha preparato il terreno per la novità.

Scosse elettricone

È decesso in quella occasione poco leggendaria, la morte del Numero Uno e mezzo, inseguito dai dati di vendita che in seguito hanno pure fatto apparentemente defungere l’intero gruppo J.L.S.; trovate ad effetto entrambe create ad coc per dare una risollevata alle vendite oramai raffreddate a temperatura ambiente, stimolare i lettori verso un nuovo motivo per far calare i soldi in portafoglio e richiamare l’interesse su uno dei più clamorosi casi di decadenza del panorama editoriale italiano e non solo.

Sangrìa qua e là

Ispirandosi al romanzo di Versailles Hylton, Eredità perduta, l’hoggboss ci propone una sua personale versione di Sciangrillà, e la ribattezza Sangrìa qua e là. Nel romanzo della ormai ex-ereditiera Hylton si tratta di un luogo inventato, dove il tempo segue le logiche cinematografiche e dove si prepara un drammone un po' pacchiano con la scusa della cultura orientale e dei luoghi esotici. Accadrà la medesima cosa al gruppo J.L.S.? No.

Io tremo in poche parole

Tremo a vedere come è ridotta la testata. Sua Eccedenza il Numero Uno e mezzo trascina l’intero gruppo J.L.S. in un viaggio verso quella che ritiene essere, lui che fa sempre l’avaro ed ai suoi uomini dà degli spiccioli, altro che portarseli in vacanza, una interessante meta turistica: Sangrìa qua e là, un posto dove si beve molto bene. La trama però non si evolve in questo senso, e salvo rivelazioni finali, si rivela la solita dimensione alternativa preparata dall’ennesimo pretesto, ma se non sanno scrivere neanche la dimensione solita, figuriamoci quelle alternative. La strada diretta a Sangrìa qua e là, quella che dovrebbe servire per le gite fuori porta (in senso contrario ovviamente) scompare mentre i nostri ribaldi eroi se la fanno a piedi senza riuscire a raggiungere una lontana cittadina. Ben presto, si rinuncia ad una qualsiasi originalità della trama e il gruppo J.L.S. sembra, con un presente senza futuro, piombare in un trapassato remoto sino alla fondazione, Manuelle incompresa, visto che non è nemmeno fidanzata con il biondo Aran, il bello Aran … .

Lettore avvilito

Eravamo stati avviliti dal trefiletto in forno, no, in seconda di scopertina del seicentocinquanta: un giro di bavosa dopo il quale niente sarebbe cambiato. Oggi non ne sappiamo di più. Pax Semper ha rigirato la frittata annullando decenni di storie per resettare la trama sino alle origini, quando Aran era soltanto un inquilino moroso solo in senso monetario e non sentimentale, ancora sconosciuto, per sua fortuna, all’accozzaglia di agenti segreti, e nel passaggio da due cozze all’accozzaglia non so se Aran stesse peggio prima o dopo. La presenza di Manuelle, ancora non ufficialmente incapricciata di Aran, offre invece una scandalosa mancanza di fan-service!
Ne sapremo di peggio nelle prossime storie …

Rifacimenti e rifacimenti gnius

Con l’apparente ritorno del gruppo J.L.S. alle aborigini, ritroviamo un Aran Cors con una pessima veste: dopo 54 anni di albi a centoventi tavole, senza mai passare a spillatini a colori, la scemeggiatura s’interrompe adesso a tavola novanta, ma si fa fatica a riempire la storia lo stesso! La trama ci offre trenta tavole in meno, probabilmente per consentire a Dariush Persianush un recupero dalla slogatura al polso. Le pagine rimanenti sono occupate da materiale riesumato dai cassetti, prodotto dall’hoggboss e già pubblicato, a grandezza decente contrariamente ad adesso, su riviste come Ùrkala. La pagina predazionale è curata stavolta, ma pure per le prossime, da Raffaella Valsecchi, attuale editrice-in-chief.

Il Bergerano

Lodato da molti lettori della cosiddetta zoccola dura, em no, quella è una che voleva sapere qualche notizia della massaggiatrice e della trans sue amiche, della base dura e pura, ecco, così, il Bergerano, bracco brocco italiano che appare nel numero diciotto di Aran, è basato sul quadriciclopede posseduto da Grazia Maria Pannellini, all’epoca mezza tuttofare (indovinate chi teneva l’altra metà) della focosa Editoriale Cornucopia, casa editrice che si è salvata, dopo avere chiuso i “neri” e licenziato i disegnatori, pubblicando la saga arancorsiana, almeno finché non sono riusciti a rovinare tutto anche lì, anzi quando hanno chiuso Kriminalik e Sartanik si erano già giocati anche Magnificus, quindi l’abbandono del disegnatore potrebbe essere una concausa della chiusura delle due testate ed avere minato praticamente subito anche Aran Cors, che però ancora resse fino ad altri fatti ancora. Il Bergerano si è rivisto brevemente nel celeberrimativo seicentocinquanta volte ricompratelo.

Un invito invitante

La mia amica massaggiatrice e la mia amica trans mi hanno scritto dicendomi che quando scadrà il foglio di via e potranno rientrare in Italia mi faranno una visita di cortesia ed erotismo, alché gli ho telefonato obbiettando che ho una nuova donna in casa, e loro mi hanno risposto che potrò andarle a trovare al loro nuovo indirizzo, e la prima visita sarà pure gratuita.

La cucina verde

La strega giovane, racchia e pelata continua a credere di essere mia moglie; avesse almeno un bel corpo, manco quello. Comunque, finché rimango oggetto delle sue brame amorose non è che in fondo mi vada malissimo, sono i pasti il problema. Da brava strega cucina di tutto, con ricette da far venire i brividi, e non so mai quello che mangio. L’altra sera dopo mangiato mi è venuta tutta la pelle verde, ed alle mie proteste ha risposto che l’effetto doveva essere proprio quello. Comunque il mattino dopo ero di nuovo normale.

Sefalsino ‘er Grappeggia ha incontrato Beppe Mobilerotto e han dato via a ‘na svendita de tarli …

Nobel obligatorius para mi!

Conte Tfracchia

Scozia o Catalogna, si suona la zampogna.
(Conte Tfracchia)

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